Curiosità e credenze popolari

Durante i primi giochi olimpici, veniva somministrato agli atleti come sostanza stimolante, una sorta di “doping“ naturale.

Nel folklore europeo, e soprattutto del meridione d’Italia, si riteneva che l’aglio servisse a tenere lontani i vampiri e si indossava messo in un sacchetto intorno al collo. Questa tradizione si può collegare al fatto che i vampiri erano considerati dei esseri  “parassiti” e conseguentemente l’aglio, avendo proprietà antibatteriche, riusciva a fare a deterrente e tenerli quindi lontani.

aglio contro vampiri

Le credenze popolari celano spesso al loro interno degli elementi reali, più o meno parziali. Potrebbe essere proprio in virtù della proprietà di “ripulire” il sangue che si è iniziato a credere che questo prodotto naturale tenesse lontani le disumane creature succhiasangue (vampiri): l’aglio era l’arma con cui difendere il proprio sangue, sia dalle malattie che dai vampiri. Infatti oggi l’aglio è riconosciuto, in particolare, come antibatterico ed antibiotico naturale.

VampireKillingKit01_vera attrezzatura per ammazzare i vampiri nel 1800

Un bulbo d’aglio se viene sotterrato nelle immediate vicinanze di ogni cespo di rose non danneggia il soave profumo dei fiori anzi pare che lo renda più intenso. Difatti esercita il benefico effetto di tenere lontani gli afidi dalle radici delle rose, in quanto le stesse assorbono una sostanza, contenuta nell’aglio, che si rivela un insetticida efficacissimo. In ogni caso è necessario mantenere ben idratato il terreno per facilitare l’assorbimento delle sostanze attive e ottenere lo stupefacente e gradito risultato.

Quando una persona voleva liberarsi di una fattura o del malocchio, l’aglio era uno degli strumenti più efficaci da usare. Questo a riprova che questo piccolo bulbo era da tutti considerato una difesa per la vita umana ed un modo per scacciare i malanni e gli influssi malefici.

L’aglio veniva anche usato in passato, fino al periodo post seconda guerra mondiale, per uccidere i vermi che si erano insediati nello stomaco. Quando qualcuno soffriva di forti dolori addominali, infatti, si pensava che ci fossero dei vermi nel corpo e quindi si faceva mangiare aglio crudo oppure, in alternativa, si sfregava uno spicchio d’aglio all’interno dell’ombelico pensando che li si sarebbe uccisi. Non potrebbe questo avere a che fare con le reali proprietà antibatteriche ed antimicotiche dell’aglio?

Nel Medioevo i medici usavano delle mascherine per la bocca imbevute di succo d’aglio per proteggersi dalle infezioni e per andare a visitare le persone malate evitando cosi il contagio. Anche oggi è tipico della medicina popolare.

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L’aglio è noto da secoli come rimedio naturale contro l’impotenza o comunque come stimolante della virilità.

Ritenuto un afrodisiaco naturale già dal periodo medioevale, si pensi che nei monasteri era proibito proprio perché ritenuto un eccitante sessuale.

Nel 1985 Robert Kirkpatrick, in California, ha coltivato una testa d’aglio a guinnes dei primati infatti la testa d’aglio era del peso di 1.19 chilogrammi!!

Valle Arroscia, transito naturale dei commerci tra la regione Piemonte e la Liguria e non solo, lungo le sue strade, da sempre, è stato un susseguirsi di baratti e commerci. Vessalico, paese situato “strategicamente” al centro della valle, da sempre punto di incontro e di scambio di merci e prodotti alimentari, ha dato i natali alla Fiera dell’Aglio.

Le prime documentazioni su questa antichissima fiera risalgono addirittura all’anno 1760. Ancora oggi i produttori di aglio che risiedono nella valle si ritrovano, il 2 luglio di ogni anno (tranne gli anni in cui cade di domenica nei quali viene spostata al sabato), e propongono questo prodotto unico frutto di duro lavoro. Dall’anno 2000, l’aglio di Vessalico è inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari della regione e riconosciuto Presidio Slow Food.

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Anzi, fa parte dell’Arca Slow Food: è uno dei 160 alimenti nazionali da salvaguardare, prescelti dall’associazione, contraddistinti da un’etichetta che riporta il marchio della Comunità montana e dalla dicitura «prodotto di un territorio tra le Alpi e il mare». Un premio a una specialità che non è semplice da coltivare.

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I contadini interrano gli spicchi uno ad uno (con un metodo manuale dopo descritto), alla di stanza di 20-25 centimetri, in terreno soffice, non troppo in profondità. L’operazione, faticosa e irrealizzata a mano, va compiuta in autunno inoltrato oppure al termine dell’inverno. L’aglio va coltivato a pieno sole e non ha bisogno di irrigazione supplementare. I bulbi si raccolgono al termine della vegetazione in estate, a partire dalla fine di giugno, quando la parte aerea della pianta si è totalmente seccata. È quindi proprio questo il «momento magico». L’aglio si conserva, dopo una breve essiccatura al sole, preparando trecce con la parte aerea della pianta. Una volta confezionate, devono essere conservate in un luogo fresco e asciutto per tutto l’anno (non vanno nè esposte al sole nè tenute al buio). Anche la realizzazione delle trecce nella valle è un’arte tramandata di generazione in generazione. Questo «vanto locale» sopravvive ormai in località isolate e poco valorizzate sotto il profilo turistico. Grazie alla coltivazione eseguita manualmente e all’assenza di trattamenti fitosanitari, è però un prodotto naturalmente selezionato e di alto pregio.

Durante tutta la seconda guerra mondiale i soldati russi avevano nel loro zaino spicchi d’aglio come unico disinfettante da applicare sulle ferite.

Fin dall’antichità si usava mettere al collo dei bambini una collana d’aglio pensando di proteggerli dai parassiti intestinali.

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Oggi è accertato che nelle regioni in cui si consuma molto aglio il cancro (agli organi legati alla digestione) arreca meno danni.

In Guascogna si battezzano i bambini sfregando loro uno spicchio d’aglio sulla lingua. Ciò perche si crede che l’aglio li prepari ad affrontare con coraggio le difficoltà della vita e, se sono maschi, ad avere un’intensa e fertile vita sessuale.

Si dice, e il motivo non s’è mai capito, che l’aglio abbia il potere di distruggere il potere delle calamite; per questo nelle imbarcazioni doveva essere sempre tenuto lontano dalla bussola.

Il giorno di San Giovanni, 24 giugno, è indispensabile comprare almeno una testa d’aglio, per avere soldi tutti l’anno.