AGLIO: ANTIBIOTICO NATURALE!!

AGLIO: ANTIBIOTICO NATURALE!!  

Si può dire con assoluta certezza che vi è sempre più un rinnovato interesse per le sostanze naturali con proprietà antimicrobiche. Questo perché vi è il problema sempre più diffuso dell’antibiotico-resistenza da parte dei batteri ed, in più, utilizzando antibiotici, sono noti e numerosi gli effetti collaterali associati agli antibiotici (tra cui per esempio l’alterazione della microflora batterica intestinale, i problemi gastrici associati, ect.), nonché il crescente desiderio di un qualcosa di “naturale”, hanno portato a rivalutare e riconsiderare l’approccio fitoterapico al trattamento delle infezioni batteriche. Da qui nasce l’interesse sempre crescente per l’aglio come antibatterico in quanto in questa pianta sono concentrati tutti i requisiti di un ottimo antibatterico ossia l’efficacia (dimostrata scientificamente, basta vedere i capitoli dedicati del sito), non ha effetti collaterali ossia è innocuo, c’è la mancanza di induzione della resistenza dei batteri rispetto ai classici antibiotici ed, in ultimo, l’aglio ha una storia etno-farmacologica tangibile. Non a casa l’aglio nei secoli è sempre stato considerato una vera panacea. Le sostanze contenute nell’aglio, oltre a conferire individuali caratteristiche organolettiche e aromatiche, possiedono proprietà medicinali evidenti, tra cui il controllo della crescita di microrganismi (funghi, virus e soprattutto batteri). Tra i principali principi attivi che possiedono tale attività antibatterica citiamo l’allicina e tutti i suoi derivati solforati (indicati nel sito nel capitolo dedicato). E’ estremamente importante dire due cose fondamentali: -quasi tutti i batteri sensibili all’allicina non sviluppa resistenza contro di essa; – molti batteri sensibili ai principi attivi dell’aglio hanno una notevole rilevanza clinica. Alla luce di questi due aspetti si può quindi dire che l’aglio è il vero antibiotico naturale. Ma quali sono questi principi attivi con attività antibatterica? Il bulbo dell’aglio contiene numerose sostanze interessanti sotto il profilo organolettico-nutrizionale e curativo. I principi attivi principali sono i seguenti: alliina e allicina ed il diallie-disolfuro. Nei bulbi freschi intatti è presente un aminoacido solforato ossidato inattivo, non volatile e inodore, detto alliina. Quando i bulbi sono danneggiati meccanicamente l’alliina viene rapidamente (nell’arco proprio di secondi) degradata ad allicina e acido piruvico ad opera dell’enzima allinasi liberato dai vacuoli. L’allicina è una sostanza volatile, instabile, scarsamente solubile in soluzione acquosa, dotata di attività ad ampio spettro contro vari batteri e altri microrganismi (funghi, parassiti e virus). L’attività antibatterica della sola allicina pura risulta inferiore a quella ottenibile con succo d’aglio in toto, suggerendo che sia un potenziamento dell’effetto da parte di altri composti presenti nell’aglio fitocomplesso. Un aspetto fondamentale dell’azione antibatterica dell’allicina, oltre alla sua significativa efficacia anche a basse concentrazioni, è l’apparente assenza del rischio di indurre una resistenza nella maggior parte dei batteri, probabilmente in relazione al peculiare meccanismo d’azione, completamente differente da quello degli antibiotici che l’essere umano di norma assume. Infatti è’ stato stimato che lo sviluppo della resistenza batterica ai B-lattami sia mille volte più favorito rispetto all’allicina. L’allicina, inoltre, non è l’unico componente biologicamente attivo: la sua ossidazione all’aria porta subito alla formazione di diallie-disolfuro, costituente principale (66%) dell’essenza che conferisce il caratteristico odore dell’aglio. Anche i metaboliti solforati derivati dall’allicina hanno significativa importanza nell’attività antimicrobica. Ma quali sono i batteri sensibili ai composti dell’aglio? Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia degli estratti dell’aglio, ed in particolare dell’ allicina, contro una vasta gamma di batteri Gram-positivi e Gram-negativi responsabili principalmente di infezioni delle vie respiratorie, del tratto gastroenterico ed urinario. L’azione antisettica dell’allicina e dei suoi metaboliti allilici solforati si realizza anche contro ceppi resistenti ai comuni antibiotici – (in primis penicillina, streptomicina, cloranfenicolo, eritromicina e le varie tetracicline). Esempi significativi di batteri resistenti ad antibiotici che sono risultati sensibili agli estratti d’aglio sono lo Staphylococcus aurens resistente a meticillina (MRSA) e ciprofloxacina, lo S.epidermidis resistente alla meticillina. Pseudomonas aeruginosa resistente alla ciprofloxacina, l’Enterococcus faccalis resistente alla vancomicina e il ceppo B-103 di E.coli resistente alla ampicillina. Estremamente sensibili anche a basse concentrazioni di estratto d’aglio (0, 02%) sono risultati i bacilli acid-fast, tra cui il Mycobatterium tubercolosis verso il quale l’allicina ha dimostrato un effetto antibatterico in associazione a streptomicina o cloramfenicolo. L’attività antibatterica dell’allicina contro Shigella flexneri è stata documentata anche in vivo in modelli sperimentali di animali con shigellosi. L’aglio esercita un’azione antisettica protettiva contro alcune specie di enterobatteri patogeni (E.coli, Shigella, Vibrio, Salmonella, Campylobacter) o contro la crescita abnorme dei normali batteri commensali dell’intestino: in tale protezione la polvere d’aglio sembra essere più efficace dell’olio essenziale. Le cellule batteriche in crescita o a riposo di Salmonella typhimurium e Escherichia coli risultano molto sensibili all’estratto di aglio, che esercita l’effetto battericida, mediato dall’allicina e dal diallil-disolfuro, entro 2-6 ore. Gli estratti d’aglio sono anche in grado di inibire efficacemente la produzione delle enterotossine A, B e C stafilococciche.Numerosi studi sui ratti hanno consentito di osservare come l’assunzione di aglio sia in grado di modificare favorevolmente la microflora intestinale a favore dei lattobacilli per l’assorbimento di minerali e la formazione di vitamine, imitando, per così dire, l’effetto dei probiotici. Inoltre, a livello intestinale, l’aglio, infatti, esercita un’inibizione preferenziale nei confronti degli enterobatteri potenzialmente patogeni: a parità di concentrazione di estratto, l’effetto inibitorio dell’aglio è risultato dieci volte superiore nei confronti dell’E.coli rispetto al Lactobacillus casei. Questa differente suscettibilità all’aglio è interpretabile alla luce delle membrane batteriche e alla conseguente diversa permeabilità sia all’allicina che ai tiosolfonati. L’attività antibiotica dell’aglio acquisisce particolare rilevanza nel caso, per esempio, dello Streptococcus pneumoniae, principale causa delle polmonite e meningite dell’infanzia e di polmoniti della comunità o dei pazienti sieropositivi per HIV. Più studi infatti hanno rilevato che tale batterio presenta un’elevata sensibilità all’estratto acquoso di aglio fresco, superiore a quella di Klebsiella pneumonite. C’è anche da dire che esistono dei ceppi batterici mucocidi (Streptococcus B-emolyticus, Enterococcus faecium) che, tuttavia, hanno dimostrato di essere resistenti all’azione dell’allicina. Le ragioni di questa resistenza non sono chiare, ma si ipotizza che la capsula idrofila o gli strati mucoidi in qualche modo prevengano la penetrazione dell’allicina all’interno del batterio. Alla luce di ciò…aglio a volontà per tutta la famiglia!!!