Giapponesi matti per l’aglio, dalla cola alla birra e ai cioccolatini

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Dai primi di gennaio in commercio la Jats Taccola, che nasce dall’abbinamento tra polvere di aglio finemente macinata e cola. Arriva da Takko, capitale dell’aglio del Sol Levante. E non la sola a giovarsi di questo aroma

 

ROMA – Ci sono voluti molti test preliminari ma finalmente gli amanti dell’aglio potranno gustarne l’aroma, senza però subirne l’odore pungente, anche nella prima cola all’aglio. Per acquistare l’inconsueta bevanda però dovranno andare in Giappone, unico paese che la produce e la vende, così come cioccolatini e birra al sapore del prezioso bulbo. Anche se sul web girano delle foto di una presunta Coca Cola all’aglio che si starebbe testando in Romania ma di cui non si ha alcuna notizia ufficiale. Tornando al Giappone, dai primi di gennaio di quest’anno ha messo in commercio la sua ‘Jats Taccola’, che nasce dall’abbinamento tra polvere di aglio finemente macinata e cola.

L’insolita bevanda viene prodotta nella prefettura di Aomori, considerata la capitale dell’aglio del Sol Levante, da cui proviene il 70% della produzione giapponese. Epicentro della coltivazione è la città di Takko, da cui prende il nome la bibita (Takko + cola), con una formulazione che sembra aver richiesto molti test preliminari. Il problema principale non era quello di abbattere l’odore pungente, bensì lo stereotipo che vede l’uso dell’aglio ristretto a pochi prodotti alimentari.

Concepita per ora esclusivamente per il mercato giapponese, la Taccola ha un costo di 199 yen a bottiglia, circa 1,5 euro. La zona di Aomori, in realtà, è nota per aver creato altri prodotti sempre abbinati all’aglio, da sempre apprezzato per le sue virtù curative. La ditta giapponese Takko Shojim, per rivitalizzare il mercato della pianta, ha accostato qualche anno fa il sapore agro-dolce degli spicchi a quello del cioccolato amaro. Sono nati così ‘Black Power’, cioccolatini a base di aglio biologico locale fermentato per circa un mese che assume un colore nero e cacao in polvere, dal gusto molto simile alle prugne secche; quanto al costo, una confezione viene venduta a 600 yen, pari a 4,5 euro.

Sempre con aglio nero viene prodotta, sempre in Giappone, anche una birra scura per 30 yen, meno di 1 euro. Se al primo sorso non sembra molto diversa da qualsiasi altra ‘scura’, non appena passa attraverso la gola il sapore pungente del bulbo comincia a farsi sentire in bocca, piccante con un retrogusto forte che crea assuefazione, facendo venire voglia di berne ancora. Una pianta che pare ben si abbini anche al gelato e questa volta non solo per i palati asiatici. La californiana Gilroy, infatti  è la capitale Usa dell’aglio che ha dato vita al ‘garlic gelato’, uno dei prodotti di punta del ‘Gilroy Garlic festival’ che si tiene ogni anno nella cittadina a fine luglio che quest’anno giungerà alla 37esima edizione (24-26 luglio).

Una vera festa di tre giorni, dove la grande attrattiva è il ‘Gourmet Alley’, gigantesca cucina all’aperto dove vengono preparati piatti di tutti i generi, dalla carne al pesce, dalla pasta ai panini tutti a base di aglio. Basti pensare che lo scorso anno i visitatori sono stati oltre 80 mila.

fonte: repubblica, di SABINA LICCI / ANSA