Aglio, l’antico bulbo scaccia malanni

Aglio, l’antico bulbo scaccia malanni Il bulbo dell’aglio è uno degli alimenti più antichi e diffusi e un rimedio molto amato dalla medicina popolare. Il suo nome deriva dal celtico All (caldo, bruciante) in relazione al sapore della pianta, e, sin dai tempi più remoti venne usato sia come medicamento naturale, per l’efficacia dei suoi principi attivi, sia come protezione magica. Pensate che era tradizione mangiarlo nei giorni sacri alla dea Ecate, dea degli incantesimi e degli spettri, e di lasciarne degli spicchi nei crocicchi a lei dedicati. Quando nel tempo venne data a questa divinità una valenza demoniaca, fu utilizzato dai viandanti per proteggersi dai malefici di streghe e demoni. Il suo potere protettivo fu utile durante i secoli della Morte Nera: la peste, che mieteva vittime senza guardare la classe sociale di appartenenza. La sua carica energetica fortemente correlata al pianeta Marte, e all’elemento Fuoco, gli diede proprio la valenza di essere strenue difensore dagli influssi negativi di vario genere, tra cui demoni e vampiri! Nella credenza popolare è rimasta la tradizione di porlo in casa per proteggere l’armonia della famiglia, e di portarlo in un sacchetto durante i viaggi sull’acqua, per tenere lontano il cattivo tempo. Oggi sappiamo che certamente non serve a scacciare streghe e vampiri, come vuole la tradizione popolare, però, grazie agli studi scientifici, possiamo definirlo davvero un “bulbo magico”.

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Questa piantina vanta virtù terapeutiche straordinarie: dalla riduzione di pressione e colesterolo all’azione antisettica contro germi e batteri. Ha la valenza di svegliare l’appetito e riattivare e rinforzare i villi intestinali. E’ un ottimo anti- parassitario, un’efficace anti-aggregante piastrinico, ma ha una proprietà che forse pochi conoscono che è quella di proteggere dai pericolosi metalli pesanti, sostanze molto dannose che entrano nell’organismo attraverso smog, otturazioni dentali di vecchia concezione, come ad esempio il piombo, frutta ed ortaggi contaminati. Teniamo conto che gli organi maggiormente colpiti dai metalli pesanti sono i polmoni, i reni, il fegato ed il sistema nervoso, con effetti che vanno dal sintomo immediato sino a manifestazioni patologiche a distanza di anni. Uno studio dell’Università di Berlino ha dimostrato che l’aglio è in grado di “pulire” le arterie, due volte e mezzo più dell’HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”. Ricercatori del Weizmann Institute of Science, in Israele, assieme ai colleghi del Rehovot’s Kaplan Hospital, descrivono un nuovo approccio al cancro in un articolo pubblicato nel numero di maggio di Molecular Cancer Therapeutics. Sembra che particolari vitamine contenute nell’ aglio siano in grado di far suicidare cellule tumorali maligne! Quindi possiamo proprio considerare che i suoi principi attivi hanno veramente un’azione “agguerrita” nei confronti di tante patologie.

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Ma proprio questo aspetto così focoso e marziale ci dà l’indicazione di non abusarne. Infatti l’aglio crudo, cioè con la massima concentrazione dei suoi elementi terapeutici, non è per tutti. Più di uno spicchio di aglio crudo al giorno, può causare irritazioni alle pareti intestinali e mangiarne troppo per lunghi periodi di tempo può danneggiare le cellule ematiche e provocare anemia. La moderazione come sempre è la chiave di tutto! Consideriamo che però, se si vuole seguire una cura, è più saggio affidarsi a prodotti a base di aglio, privati delle sostanze chimiche irritanti, ma concentrati di proprietà terapeutiche, sempre ovviamente su indicazione dell’esperto! Nella tradizione della nostra cucina mediterranea l’aglio è innegabilmente un punto di forza di moltissime ricette, ed in Piemonte rappresenta un elemento fondamentale nei suoi piatti più tipici.

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A Caraglio, nel cuneese, si tiene annualmente la manifestazione “Aj a Caraj”, dove è protagonista assoluto per le sue qualità, il suo aroma, il suo gusto avvolgente e intrigante, insomma una festa che ne metterà in risalto le migliori produzioni piemontesi. La complicità dell’aglio nelle ricette della nostra regione è globale, dalla bagna cauda, allo spicchio sfregato sulla forchetta per insaporire l’insalata di carne cruda, al ritorno in auge di un’antica merenda sana e depurativa, perfetta per grandi e piccini. Sto parlando della ”soma d’aj”, la risposta piemontese alla bruschetta . Un fetta di pane dalla costa croccante, che a differenza di quella romana, non viene tostata, ma lasciata al naturale, su cui viene strofinato uno spicchio di aglio crudo e spennellato dell’olio extravergine di oliva o di noci. Quale migliore spuntino dalla valenza sia energetica che terapeutica come questo per i nostri bambini! La manifestazione sarà per voi una spensierata occasione per toccare con mano quanto l’esperienza popolare debba essere tenuta in considerazione anche nella quotidianità contemporanea. Un rendez-vous con questo virtuoso bulbo, per riabituare il gusto ai salutari sapori antichi e……mai come in questo momento utile a rafforzare la nostra difesa sia fisica che emotiva da guai e malanni!

di MONICA PIANI

fonte: Repubblica.it, nov 2013.