Aglio e cipolla, uno scudo contro il tumore allo stomaco

L’importanza dell’alimentazione anti-cancro al centro domani dell’appuntamento AIRC con “Le Arance della Salute”

aglio e cipolla

Spesso sono additati come indigeribili, ma aglio e cipolla, oltre alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie già conosciute, possono anche proteggere il nostro organismo dal tumore allo stomaco. A dirlo è uno studio finanziato da AIRC e condotto da Carlotta Galeone, giovane ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Mario Negri in collaborazione con l’Università di Milano, pubblicato sulla rivista “Molecular Nutrition & Food Research”. Dalla ricerca, primo passo per procedere con ulteriori approfondimenti, emerge come aglio e cipolla possano esercitare un’azione protettiva contro il tumore allo stomaco, il nono più frequente in Italia e percentuali di sopravvivenza ancora scarse (50% a un anno e 30% a cinque anni dalla diagnosi), causa di quasi 6.000 morti l’anno.

 

Le proprietà benefiche di questi ortaggi sarebbero dovute “soprattutto ai composti organo solforati, che conferiscono ad aglio e cipolle il tipico odore e sapore, che è stato dimostrato avere proprietà antibatteriche – particolarmente importanti per bloccare l’infezione da Helicobacter Pylori – e di inibizione della proliferazione cellulare tumorale. Inoltre le cipolle sono particolarmente ricche di quercitina, un flavonoide dall’azione antiossidante e antiinfiammatoria, nota per il ruolo benefico nella prevenzione di malattie cardiovascolari”, spiega l’epidemiologa.

garlic and onion

È stato evidenziato che il consumo di due o più porzioni di cipolla alla settimana (corrispondenti ad almeno 160 grammi) riduce del 40% il rischio di contrarre il tumore, mentre per l’aglio si stima una riduzione del 30%, se assunto almeno una volta al giorno. L’invito dei ricercatori è introdurre questi cibi nella dieta, senza tuttavia trascurare gli altri ortaggi. “La vera buona abitudine amica della salute è consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Sicuramente il modo migliore per consumare aglio e cipolla è quello crudo, poiché contengono la massima concentrazione di sostanze solforate, quelle ritenute particolarmente benefiche per prevenire il cancro”, continua Carlotta Galeone.

 

In Europa quattro tumori su dieci sono provocati da stili di vita scorretti e da fattori ambientali. Tra le patologie più frequenti ci sono i tumori al seno, colon e prostata, sulle quali i comportamenti individuali possono incidere molto. All’importanza di una corretta alimentazione è dedicato anche l’appuntamento di AIRC con “Le Arance della Salute”: domani, sabato 31 gennaio, l’Associazione nazionale per la ricerca sul cancro torna con l’iniziativa in 1.750 piazze italiane. L’obiettivo è raccogliere fondi da destinare alla ricerca – si punta a raggiungere i 2,7 milioni di euro – e ricordare l’importanza di una dieta sana per prevenire molte patologie tumorali. Con un frutto – l’arancia rossa – che è un concentrato di proprietà benefiche, “grazie agli antociani, pigmenti naturali dagli straordinari poteri antiossidanti, e al quaranta per cento in più di vitamina C rispetto agli altri agrumi”, spiegano da AIRC.

 

In generale, gli stili di vita e i consumi alimentari sono sempre più al centro degli studi internazionali. Vedi EPIC, grande progetto europeo condotto su 500.000 persone, che in Italia, grazie al finanziamento di AIRC, prende in esame un campione di 40.000 volontari. La ricerca servirà ad approfondire sempre più le proprietà di singoli alimenti e poter dare così ai cittadini indicazioni più chiare su un’alimentazione anti-cancro. “La dieta mediterranea ha un effetto protettivo per molte malattie croniche e in particolare per i tumori. Non è però ancora stato chiarito totalmente quali alimenti o nutrienti, di cui è ricca la dieta mediterranea, siano i portatori dell’‘effetto benefico’ per la salute. Forse non è un alimento o nutriente specifico ma una combinazione di pattern alimentare e stile di vita”, racconta Carlotta Sacerdote, ricercatrice dell’Azienda ospedaliera universitaria di Torino e coordinatrice del centro torinese per EPIC. Il progetto ha proprio l’obiettivo di “far luce sui meccanismi dell’azione protettiva di questo tipo di dieta, studiata nel suo complesso e non come singoli alimenti, andando ad indagare le modificazioni epigenetiche e soprattutto le modificazioni dei livelli di metilazione del DNA associate ai diversi pattern alimentari e come questi influiscano sull’incidenza dei tumori, in particolare su quelli della mammella e del colon”.

autore: Veronica Ulivieri

data: 30/01/2015

fonte: sito web della stampa